- Mi ritengo uno dei fondatori di Radiorock, anzi, lo sono a tutti gli effetti. La radio è stata per me da sempre sorgente di vita: l'ho sognata, desiderata e infine realizzata. L'esperienza vissuta a Radiorock, 14 anni fra il 1984 e il 1998, nonostante gli accadimenti dell'ultimo decennio, la considero come una fra le più importanti della mia vita. Radiorock, quella in fm intendo, mi ha dato moltissimo e anch'io credo di averle regalato molto. Di questo sono fiero e non rinnego nulla. Musicalmente sono molto aperto, adoro le commistioni ma prediligo i songwriters: Nick Drake, Tim e Jeff Buckley, Will T. Massey, Ben Chistophers; il prog degli anni '70, i Gentle Giant, i Gong e una spanna su tutti, i Grateful Dead, picco massimo di libertà d'espressione e creatività musicale. Comunque, tutta la psichedelia 60-70, Syd Barrett in testa fino a Julian Cope e Robin Hitchcock. Cinema: horror e fantascienza su tutti gli altri generi. La letteratura americana degli anni '50, Borroughs, Ginsberg, Kerouac, Corso. Il jazz, il be e l'hard bop, il free, da Miles Davis a Mc Coy Tyner. Sono molto pratico, credo nell'amicizia anche se spesso mi sono sentito tradito, non sopporto i qualunquisti e quelli che negano l'evidenza dei fatti. Sono distratto e non conto mai fino a dieci (che bel paradosso, per uno preciso come me), ma sto lavorando per migliorare.